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Il Giraffe Centre di Nairobi è etico e sostenibile?

Sei di passaggio a Nairobi e hai sentito nominare il Giraffe Centre? Ti chiedi se e’ etico?

Vautiamolo insieme!

Iniziamo dalla basi: sai dove si trova il Giraffe Centre?

Il Giraffe Centre si trova a Nairobi, a circa 30 minuti di macchina (6 euro in Uber) dal centro citta’. Il centro, che da circa 40 anni si dedica alla conservazione della giraffa di Rothschild, nasce su una tenuta che risale al periodo coloniale, il Giraffe Manor, l’hotel piu’ lussuoso di Nairobi (e, aggingerei io, del Kenya, con un costro proibitivo di circa 900 USD a notte a persona).

Il Giraffe Manor e’ diventato estremamente famoso su instagram, e sono sicura che molti di voi lo riconosceranno tramite queste immagini, che io per molto tempo ho ritenuto false… e invece.

Ecco, come dicevo, immagino che questa foto non risulti del tutto nuova. Dato che il Giraffe Manor rimane proibitivo, cio’ che piu’ spesso si fa per poter vedere le stesse giraffe (si, proprio loro) e’ recarsi al Giraffe Centre, il centro di conservazione che sorge giusto al lato, in un’altra zona dello stesso parco.

Questo santuario (in inglese sanctuary, ammetto che suona meglio) ha come scopo principale quello di (cito testualmente dal loro sito): “prendersi cura della Giraffa Rothschild, a rischio di estinzione. I piccoli vengono rilasciati in natura all’eta’ di due o tre anni, quando sono abbastanza indipendenti per sopravvivere. Fino ad ora oltre 40 giraffe sono state liberate, e gli animali vengono controllati dai medici veterinari del KWS (Kenya Wildlife Service) per assicurarsi sempre del loro stato di salute“.

Dopo essermi informata, ho notato come nella maggior parte dei casi anche blog sostenibili elogiavano questo centro. Pur volendo molto andare a vederlo, sono rimasta indecisa fino all’ultimo, quando poi mi sono convinta di voler valutare con i miei occhi se effettivamente il Giraffe centre e’ un progetto davvero sostenibile.

Iniziamo!

Una volta entrati la prima cosa che si nota sono i grandi spazi aperti. Benissimo, questo e’ il fattore piu’ importante quando si tratta di attivita’ che in un qual modo includono gli animali selvatici. In questo parco di 13 acri le giraffe hanno la possibilita’ di correre, svagarsi e sopratutto nascondersi dalle persone nel caso in cui non vogliano avere nessuna interazione con l’essere umano.

Quando si tratta di turismo etico, e’ sempre bene ricordare che non siamo noi al centro del mondo, ma l’attenzione deve essere sempre focalizzata sul benessere dell’animale.

Al momento in cui abbiamo visitato il parco, solo due giraffe si sono avvicinate a noi, mentre era possibile scorgerne un altro paio che correvano libere, grandi e piccola. Tutte le altre (dovrebbero essere circa 300 in totale!) non e’ stato possibile vederle. Punto a favore per il giraffe centre.

Ora, prima di proseguire con i miei pensieri e di raccontare le fasi successive della visita, credo che sia corretto fare due precisazioni:

1) Ci sono poche informazioni esterne sulla reale sostenibilita’ del Giraffe centre, o, mi spiego meglio: ci sono tante opinioni ma nessuna che ho ritenuto davvero mi potesse far sentire tranquilla a rigaurdo. Non ho trovato nemmeno una voce autorevole oltre le recensioni di TripAdvisor e pochi blog privati che mi facessero dire “ah si, andiamoci tranquilli a visitare questo centro”.

2) Molte giraffe sono nate in questo enorme parco, se pensiamo che nel 1979 la popolazione era di appena 120, mentre ora raggiunge quasi mille esemplari! E’ indubbiamente stato fatto un buon lavoro ed e’ sempre positivo vedere un animale a rischio estinzione diventarlo ogni giorno un po’ di meno. Detto questo, io credo che alcune delle giraffe siano nate e cresciute dentro al parco, diventando delle mascotte o comunque molto confidenti con gli uomini che le hanno accudite, cosa che in un animale selvaggio non dovrebbe capitare.

Ok, fatte queste premesse continuiamo!

Una volta che si entra, viene tassativamente chiesto di lavarsi le mani, per non contaminare in alcuno modo le giraffe con microbi o batteri. Dopodiche’, viene data una piccola noce di cocco con qualche grammo di pallet all’interno. La noce e’ solo una per persona, e in nessun modo se ne puo’ richiedere un’altra.

Mentre ti avvicini ad una piattaforma situata all’altezza delle giraffe (credo un modo per avvicinarsi noi a loro, e non loro a noi), ti viene spiegato che questo poco pellet costituisce meno dell’1% del fabisogno giornaliero di ciascuna giraffa (che in eta’ adulta ha bisogno di circa 65 Kg di verdure e vegetali per giorno). Inoltre, nessun incontro con nessuna giraffa e’ garantito. Dato che le giraffe hanno cosi’ tanto spazio per muoversi sta a loro decidere se avvicinarsi o meno. Il luogo non ci e’ sembrato sovraffollato, e c’erano oltre cinque ranger insieme a noi sulla piattaforma per controllare che nessuno importunasse, toccasse o urlasse alle giraffe. Ecco cosi’ che si avvicina Betty (credo quella piu’ golosa) che in effetti gradisce il pellet che le diamo.

Questo alla fine e’ quello che mi lascia perplessa del Girafe Centre.

Ci sono mille cose che sembrano fantastiche, ma alla fine anche se in minima quantita’ e in maniera controllata e a totale decisione dell’animale, e’ comunque possibile interagire con le giraffe.

L’ho fatto anche io? Si, e ho visitato questo centro perche’ avendo letto tantissime opinioni positive avevo bisogno di schiarire i miei dubbi in prima peronsa.

Li ho risolti? Non proprio.

I soldi del biglietto di ingresso (circa 14$) sono destinati a progetti per sostenere l’ecosistema, per agevolare le classi povere della popolazione di Nairobi, per far interagire i bambini delle baraccopoli della citta’ con la natura che li circonda e a cui appartengono. Le giraffe sono libere in 13 acri, curate e hanno un luogo in cui potersi riprodurre. Con ogni probabilita’, senza il giraffe centre ora la Giraffa di Rothschild sarebbe estinta.

Che dargli un pochino di pallet sia il compromesso ad ora necessario per fare informazione, per far vedere le cose positive in cui questo centro e’ al 100% investito?

Come dicevo, sono tornata a casa con piu’ dubbi di prima, e, purtroppo per te che speravi di trovare una risposta allo stesso modo in cui ci speravo io quando cercavo su altri blog, non ho la verita’ in tasca. Stara’ a te valutare, ponderare e prendere la tua decisione.

Quello che posso dire pero’ e’ che questa esperienza mi ha fatto venire ancora piu’ curiosita’, piu’ voglia di informarmi e cercare un vero canale di informazioni per il turismo sostenibile, oltre che di andare a vedere questi animali stupendi nel loro habitat, la savana, senza interferenze o costrizioni. E tu, che gia’ stai cercando informazioni per fare las celta giusta, ecco, credo davvero che sia gia’ in bel tranguardo di cui andar fieri.

Spero che questo articolo ti sia stato almeno in parte utile, e se non lo e’ stato, che almeno ti abbia stimolato curiosita’ e fatto scoprire qualcosa che ancora non conos

Cosa ne pensi di questo Giraffe Centre? Ti sembra etico?

Io intanto ti saluto, ci vediamo al prossimo articolo!


Alessia

INSTAGRAM: @aledlai